La nostra Federazione spesso si propone di presentare una serie di relazioni e note allo scopo
di analizzare e fornire opinioni circa fatti,avvenimenti,situazioni politiche e tanto altro.
Ma questa volta ho deciso di sperimentare una nuova idea e cioè quella di sottoporre ad un
bambino di 9 anni,una serie di domande ad argomentazione comune e attuale, facendo in
modo di non mettermi a raccontare come una semplice relatrice, ma ponendomi di fronte
allo sguardo incuriosito e vivace di un bambino, per carpirne il pensiero riguardo la società a
cui appartiene e quindi al mondo che lo circonda.
Non vi sono risposte scontate o banali, ma parole di un bambino che guarda il mondo ogni
giorno con occhi diversi, per scrutarne ogni sfaccettatura, con la sensibilità acuta,con la
perspicacia intellettuale, con la sicurezza disarmante, caratteristiche che solitamente si
sviluppano grazie ad un ambiente culturalmente stimolante come la scuola.
La scuola, che dovrebbe tornare ad essere il volano nella vita quotidiana di una società
civile, perché la buona istruzione genera menti sagaci e adulti arguti, che un domani possano
tessere le fila di un progresso crescente e al contempo preservare le memorie di un passato
da non dimenticare.
Dalla bella conversazione con questo bambino, sorgono in me delle forti speranze che questo
mondo attuale possa realmente cambiare rotta e vivere di una luce colma di positività.
Di contro assistiamo quasi quotidianamente al degrado di una società “globalizzata”, i cui
valori sono stati e sono in ossequio agli interessi più beceri e di pochi,annullando qualunque
slancio ottimistico.
La scuola, in questa immagine poco gratificante e decadente del mondo globalizzato, ha il
doveroso compito di formare i nostri bambini e adolescenti, affinché con la loro sapienza
e cultura siano capaci di rendere più umano questo mondo “senza regole”; ma allo stesso
tempo deve educarli e indirizzarli in una dimensione in cui siano onnipresenti, rispetto,
interesse, solidarietà, volontà, partecipazione.
E sono convinta o almeno me lo auguro, che questa nuova generazione che sta venendo
su,(rappresentata in questo caso dal bambino che ho intervistato),diventi quella componente
essenziale di adulti arguti e propositivi, in grado di ridare fiducia e speranza ad una parola
che a troppi di noi,in questi anni così critici, suscita un po’ di timore, e cioè FUTURO.
In conclusione desidero segnalarvi le risposte in concreto alle domande che ho presentato al
bambino.
INTERVISTA:
Ho deciso di porre una serie di domande ad Angelo Emmanuel C., alunno di 4°elementare, di
un istituto Comprensivo in provincia di Perugia.
1)Domanda: Che cos’è per te la Famiglia,che cosa rappresenta?
Risposta: Per me la famiglia è molto importante,perché ci protegge dai pericoli come il
bullismo e dalle persone estranee. Rappresenta un punto di riferimento per me,ma non
tutte le famiglie sono uguali perché ce ne sono alcune che non tutelano i propri figli e li
abbandonano.
2)D: Ti spaventa il fenomeno del “bullismo”? hai mai assistito ad un episodio di esso?
R: Si, mi spaventa perché penso che i ragazzi vogliano sentirsi grandi per la forza, ma
non sono forti di mentalità e fanno i bulli. Per me il bullismo è una mancanza di rispetto
nei confronti degli altri. Si,ho assistito ad un episodio di bullismo e ci sono stato anche in
mezzo,ma non ho reagito perché la violenza non si combatte con la violenza; non ho reagito
perché questo bambino è stato degli anni senza la famiglia e penso che non sia stato tutelato
e neanche educato,quindi ho provato a comprendere.
3)D: Cosa pensi dello sfruttamento dei bambini?
R: Per me le persone che sfruttano i bambini sono persone che non hanno rispetto e sono
senza cuore;purtroppo ce ne sono troppe.
4)D: Quali sono secondo te i diritti principali che ogni bambino dovrebbe avere?
R: Il diritto di giocare, di studiare, di essere felice, perché ogni bambino ha il diritto di
crescere in modo sano,educato,rispettato,curato dalle malattie,tutelato.
5) D: Quali sono le tue aspirazioni e perché?
R: La mia aspirazione è quella di fare il pediatra, perché vorrei curare i bambini cosi che
crescano sani e forti. Spero di diventare uno specialista bravo da essere stimato e voluto
bene da tutti.
6) D: Cosa pensi della politica?
R: Penso che ci sono bravi politici e non. Per esempio Berlusconi non mi piace perché fa le
leggi per suo interesse, come quando non ha rispettato l’orario per la consegna delle liste
per le elezioni. A Napoli ha promesso di risolvere i problemi in tre giorni; l’ha fatto ma si
è limitato ai tre giorni e poi ha abbandonato tutti,infatti al telegiornale hanno detto “il
miracolo è già finito”.
7) D: Ti piace studiare? Pensi che lo studio sia importante per la tua formazione e perché?
R: Mi piace molto studiare e penso che lo studio sia importante per la mia formazione,
perché se non studiassi non avrei l’opportunità di diventare un pediatra specialista. Il mio
sogno è andare a Cambridge o ad Oxford per specializzarmi. Sono soddisfatto di imparare
ogni giorno cose nuove.
Valentina Paudice
FGS Umbria