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	<title>FGS Umbria</title>
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	<description>Sito ufficiale dei Giovani Socialisti dell'Umbria</description>
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		<title>IL CORAGGIO DI CAMBIARE</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 07:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Documento della Federazione dei Giovani Socialisti dell’Umbria per il Congresso regionale del PSI del 3 luglio 2010 
In vista del Congresso regionale, la Federazione dei Giovani Socialisti dell’Umbria si riporta al documento integrativo “per il socialismo dei cittadini” presentato in vista del II° Congresso Nazionale del PSI del 9-10-11 luglio 2010, esprimendo soddisfazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>  Documento della Federazione dei Giovani Socialisti dell’Umbria per il Congresso regionale del PSI del 3 luglio 2010 </strong><br />
In vista del Congresso regionale, la Federazione dei Giovani Socialisti dell’Umbria si riporta al documento integrativo “per il socialismo dei cittadini” presentato in vista del II° Congresso Nazionale del PSI del 9-10-11 luglio 2010, esprimendo soddisfazione ed apprezzamento per l’operato della Segreteria regionale del PSI umbro.<br />
Il Partito umbro esce piuttosto rafforzato dalle ultime elezioni regionali, consolidando il proprio ruolo politico ed amministrativo e siamo convinti potrà continuare a crescere e ad affermarsi.<br />
Ciò premesso, alla vigilia dell’importante Congresso regionale del Partito, si rende necessaria una breve riflessione sull’attuale situazione economica e sociale da cui dipenderà molto del nostro futuro.<br />
Da qui ai prossimi anni la politica si troverà alla prese con la necessità di fare  scelte difficili, coraggiose, ma ineludibili.<br />
La grave crisi finanziaria della Grecia dimostra che anche in Europa esiste un serio e concreto rischio di recessione economica.<br />
Alla politica, dunque, spetta forse il compito di superare la sfida più difficile: la sfida della crisi.<br />
Occorrono riforme urgenti non solo nel settore economico e finanziario, ma anche nelle relazioni internazionali e nell’ambito sociale e culturale.<br />
In tal senso, è indispensabile un radicale cambiamento di mentalità.<br />
La crisi finanziaria è causata dalle attuali regole di mercato e dal fenomeno incontrollato della globalizzazione.<br />
In un sistema divenuto globale non c’è posto per provincialismi e localismi, ma occorrono istituzioni veramente rappresentative, autorevoli e sovranazionali.<br />
Per questo, l’Europa deve consolidare il proprio ruolo politico ed amministrativo; i singoli paesi non sono in grado, da soli, di reggere il terremoto causato da una crisi finanziaria di una economia sempre più globalizzata basata sulla speculazione e sul denaro virtuale.<br />
La prima missione delle Istituzioni nazionali ed internazionali è quella di intervenire urgentemente per tornare a stabilire un corretto ed adeguato rapporto  tra la politica e l’economia.<br />
Ciò non deve significare un’assurda critica al capitalismo, ma il capitalismo presuppone delle regole che ne governino l’andamento.<br />
Con l’avvento della globalizzazione post 1989 il mondo è cambiato in modo improvviso ed il capitalismo si è sviluppato senza regole e criteri.<br />
Per tali ragioni, non si può pensare di superare l’attuale situazione crisi finanziaria con le sole politiche di intervento pubblico, ma occorre il coraggio di cambiare nel profondo mentalità e prospettive.<br />
La ricchezza non si può creare solo con la finanza, si deve creare con il lavoro, e l’economia deve tornare ad essere reale.<br />
Allo stesso modo, occorre anche un nuovo ordine politico. L’Europa deve accrescere il proprio ruolo sul piano istituzionale, amministrativo e commerciale.<br />
Occorre essere consapevoli che il liberismo e la socialdemocrazia sono in crisi, non riuscendo ad interpretare le esigenze mutate della nostra società.<br />
L’idea che riteniamo valida è quella del socialismo liberale, prevedendo regole comuni su vasta scala che possano operare anche oltre i confini nazionali.<br />
Sul piano nazionale, siamo ancora più indietro rispetto agli altri paesi europei.<br />
Il nostro sistema rischia di penalizzare particolarmente le giovani generazioni.<br />
Sul punto, i dati sono piuttosto allarmanti. Circa il 60% dei trentenni vive ancora a casa con i genitori certamente non per scelta, i nostri salari d’ingresso sono i più bassi d’Europa, il debito pubblico è tra i più elevati e la mobilità sociale è scarsissima.<br />
Da tempo poi come giovani socialisti chiediamo di considerare la riforma del mercato del lavoro una priorità assoluta: è indispensabile approvare lo “Statuto dei lavori” per garantire diritti minimi ed inderogabili a tutti quei lavoratori ancora privi di reali tutele e conciliare flessibilità e sicurezza.<br />
Per tutti questi motivi, condividiamo integralmente il documento integrativo “per il socialismo dei cittadini” presentato in vista del II° Congresso Nazionale del PSI del 9-10-11 luglio 2010 e chiediamo di rilanciare una prospettiva di crescita del Partito a livello nazionale, delineandone chiaramente la linea politica, la piattaforma programmatica e l’organizzazione.<br />
L’obiettivo è tornare a rappresentare le istanze dei cittadini, soprattutto coloro i quali vivono le condizioni del bisogno pur essendo portatori di merito.<br />
Nell’attuale centro-sinistra italiano, il PSI dovrà caratterizzarsi come punto di riferimento politico-culturale per l’area liberal-socialista, rilanciando la sfida per la costruzione di un centrosinistra riformista, che non sia la semplice sommatoria di sigle a scopo elettorale, ma il frutto di un proposta politica autorevole e credibile.<br />
L’esigenza nasce dalla nostra ambizione di dar vita ad una nuova sinistra, una sinistra socialista, laica, moderna, ambientalista e liberale, per fare dell’Italia un Paese più libero e socialmente sicuro.<br />
In tal senso, occorre un cambiamento di mentalità che deve interessare anche il livello regionale e locale.<br />
L’Umbria deve superare l’attuale situazione di isolamento, operare in sinergia con le altre regioni del Centro-Italia, investire in innovazione, ricerca, infrastrutture, sviluppo sostenibile, ma anche razionalizzare, eliminare sprechi e privilegi ormai non più sostenibili.<br />
Anche la forma del nostro Partito si deve adeguare ai mutamenti in atto. Bisogna ripensare strutture ed organismi, rivedere le tecniche comunicative, facilitare la partecipazione dei lavoratori autonomi, dei giovani e delle donne.<br />
Se si vuole avere l’ambizione di rappresentare integralmente la società, occorre individuare delle forme che possano consentire un maggiore coinvolgimento alla vita ed alle iniziative del Partito, non dimenticando il mondo delle professioni, i lavoratori autonomi e gli stranieri.<br />
Per i giovani socialisti umbri, in un sistema politico caratterizzato dal  giovanilismo a parole e dalle rendite di posizione acquisite con l’età, è arrivato il tempo di cominciare a partecipare attivamente ai processi decisionali.<br />
Alla prossima Segreteria regionale del PSI umbro spetterà la difficile sfida di guidare questo processo di cambiamento che siamo sicuri saprà certamente affrontare e superare. </p>
<p>FGS UMBRIA</p>
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		<title>“PER IL SOCIALISMO DEI CITTADINI”</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 10:49:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“PER IL SOCIALISMO DEI CITTADINI”
Documento congressuale integrativo.
Congresso Nazionale Partito Socialista Italiano
Perugia, 9-10-11 luglio 2010.
a seguire il documento integrale in pdf
Per_il_SOCIALISMO_DEI CITTADINI
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“PER IL SOCIALISMO DEI CITTADINI”<br />
Documento congressuale integrativo.<br />
Congresso Nazionale Partito Socialista Italiano<br />
Perugia, 9-10-11 luglio 2010.</p>
<p>a seguire il documento integrale in pdf</p>
<p><a href='http://www.fgsumbria.it/wp-content/uploads/2010/06/Per_il_SOCIALISMO_DEI-CITTADINI.pdf'>Per_il_SOCIALISMO_DEI CITTADINI</a></p>
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		<title>L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA, FONDATA SUL LAVORO</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 07:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’art. 1 comma 1 della Costituzione italiana  così recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. In occasione dell’anniversario del Referendum del 2 giugno 1946, mi chiedo come questo principio fondamentale della Carta sia percepito dagli italiani e se il suo valore semantico si sia modificato nel tempo. Non voglio creare una sterile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’art. 1 comma 1 della Costituzione italiana  così recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. In occasione dell’anniversario del Referendum del 2 giugno 1946, mi chiedo come questo principio fondamentale della Carta sia percepito dagli italiani e se il suo valore semantico si sia modificato nel tempo. Non voglio creare una sterile e, probabilmente, retorica polemica, ma questo articolo rappresenta la base della vita pubblica, ma anche privata di ciascun italiano. Troppo spesso, però, i cittadini stessi, forse perché convinti che quanto acquisito non possa ormai più andar perduto, sottovalutano l’enorme valore di queste parole. La democrazia certo nel nostro Paese è un caposaldo, ma sempre di più, purtroppo, vengono  elegantemente glissate regole che ne costituiscono principi base. Vado subito agli esempi per essere maggiormente compresa: quando in Parlamento, organo democratico per eccellenza, al fine di evitare dibattito e di permettere una reale opposizione, chi governa ricorre frequentemente alla fiducia, è inevitabile che il<br />
dibattimento democratico venga meno.<br />
Quando quello stesso Parlamento vota a favore di leggi che permettono a chi ci rappresenta di evitare di essere controllati, o sottoposti a processi, solo grazie alla carica ricoperta, la responsabilità che gli eletti hanno verso gli elettori viene meno, e dunque la democrazia rappresentativa ne subisce un evidente danno a suo carico. Lo stesso art. pone come fondamenta della Costituzione il Lavoro, come diritto di ciascun cittadino, affermando in seguito che la Repubblica (art. 4 Cost.) promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Il lavoro rappresenta anche il dovere di partecipazione al progresso della società italiana.<br />
Lavoro: nobilissima parola, che dovrebbe consentire un’esistenza libera e dignitosa…<br />
Come è difficile oggi ritrovarsi in queste parole. Come possono credere a questi principi inviolabili i tanti giovani disoccupati o precari? E come possono fidarsi dello Stato tutti quei cassaintegrati che non riescono più a vivere in maniera dignitosa insieme alle loro famiglie? Soprattutto oggi che, dopo mesi di iniezioni di ottimismo, siamo giunti alla dichiarazione ufficiale di crisi per cui si rende necessario “mettere a dieta lo Stato”. A sessantaquattro anni da quel Referendum, mi piacerebbe che l’intero popolo italiano rileggesse attentamente la nostra Costituzione, sia gli elettori che gli eletti, al fine di ricordare e di imprimere nella memoria quanto questa<br />
disciplina, partendo appunto dall’art. 1, che per intero, così recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti dellaCostituzione”.</p>
<p>Claudia Bastianelli<br />
Resp. Pari Opportunità FGS</p>
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		<title>I GIOVANI SOCIALISTI AL FORUM DELLA PACE</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 07:18:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Federazione dei Giovani Socialisti ha partecipato al Forum della Pace che si è svolto a Perugia alla vigilia della Marcia Perugia – Assisi del 16 maggio 2010.
Tantissimi giovani, associazioni, enti ed amministratori provenienti da ogni parte d’Italia si sono incontrati a Perugia nei giorni 14 e 15 maggio per discutere della Pace.
Il Forum è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Federazione dei Giovani Socialisti ha partecipato al Forum della Pace che si è svolto a Perugia alla vigilia della Marcia Perugia – Assisi del 16 maggio 2010.<br />
Tantissimi giovani, associazioni, enti ed amministratori provenienti da ogni parte d’Italia si sono incontrati a Perugia nei giorni 14 e 15 maggio per discutere della Pace.<br />
Il Forum è stato inoltre un momento importante di confronto sui temi della politica, della Costituzione, dell’informazione, del lavoro, dell’immigrazione, dei diritti umani, dell’ambiente, della libertà, della scuola, dell’educazione, delle mafie, dell’economia e della pace.<br />
Al Forum della Pace hanno partecipato anche i giovani socialisti da sempre impegnati sui grandi temi sociali e politici del nostro tempo, con la convinzione che occorra affermare nel mondo la cultura della nonviolenza.</p>
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		<title>LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO E’ UNA PRIORITA’ ASSOLUTA DELLA POLITICA ITALIANA</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 18:52:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Festa del Lavoro è  un’occasione per il mondo della politica e del sindacato per riflettere sulla situazione del mercato del lavoro e sulle condizioni dei lavoratori. Come spesso accade, passata la Festa, la politica si dimentica dei buoni propositi, finendo per declassare il tema del lavoro.
Da tempo, i giovani socialisti chiedono alla politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Festa del Lavoro è  un’occasione per il mondo della politica e del sindacato per riflettere sulla situazione del mercato del lavoro e sulle condizioni dei lavoratori. Come spesso accade, passata la Festa, la politica si dimentica dei buoni propositi, finendo per declassare il tema del lavoro.<br />
Da tempo, i giovani socialisti chiedono alla politica di considerare la riforma del mercato del lavoro una priorità assoluta. Occorrono urgenti interventi legislativi per contrastare la crescente condizione di insicurezza e precarietà dei lavoratori atipici.<br />
Lo Statuto dei lavoratori richiede una revisione nella parte in cui non prevede un sistema di tutele per le varie categorie di lavoratori atipici. Del resto, già nel 1982, lo stesso Gino Giugni, “padre” dello Statuto dei Lavoratori insieme a Giacomo Brodolini, aveva proposto di adottare delle modifiche per ridurre le eccessive rigidità della Legge n. 300 del 1970.<br />
I giovani socialisti ritengono che occorra dar vita ad uno “Statuto dei lavori” che possa garantire diritti minimi ed inderogabili a tutti quei lavoratori non rientranti nelle categorie previste dallo Statuto dei Lavoratori. Il che non significa alterare l’impianto della Legge n. 300 del 1970, ma è necessario adeguare il testo legislativo ai profondi mutamenti del nostro mercato del lavoro.<br />
Per conciliare flessibilità e sicurezza, tra le altre, si possono realizzare tre importanti riforme del mercato del lavoro. La prima riguarda l’unificazione delle aliquote contributive; la seconda l’introduzione di un salario orario minimo previsto per legge e la terza concerne la possibilità di uniformare la normativa esistente in tema di risoluzione del rapporto di lavoro, con l’introduzione di una indennità di conclusione del rapporto di lavoro valida per tutti i contratti.<br />
Da ultimo, occorre difendere, aiutare e facilitare il lavoro professionale che ultimamente sembra particolarmente indebolito dalla crisi economica.<br />
Tutto ciò, senza dimenticare le misure di sostegno per coloro che hanno perso il lavoro, consentirebbe alle giovani generazioni di guardare al futuro con maggiore fiducia e speranza.   </p>
<p>Cesare Carini<br />
(Segretario regionale FGS Umbria)   </p>
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		<title>IL PRIMO MAGGIO ERA LA FESTA DEI LAVORATORI</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 17:14:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi suscita particolare difficoltà parlare della festa dei lavoratori in vista del prossimo I°maggio. Quest’anno, come ormai da alcuni anni a venire, in Italia è difficile capire in maniera definita cosa si intenda per festa dei
lavoratori, e soprattutto a chi è rivolta tale ricorrenza. Forse è banale, ma in un Paese dove ormai il precariato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi suscita particolare difficoltà parlare della festa dei lavoratori in vista del prossimo I°maggio. Quest’anno, come ormai da alcuni anni a venire, in Italia è difficile capire in maniera definita cosa si intenda per festa dei<br />
lavoratori, e soprattutto a chi è rivolta tale ricorrenza. Forse è banale, ma in un Paese dove ormai il precariato, soprattutto giovanile, è all’ordine del giorno, dove i cittadini hanno imparato a vivere a scadenza; in un Paese dove la cassa integrazione e gli ammortizzatori in deroga rappresentano l’ultimo cuscinetto della società capitalistica; dove le donne hanno ancora enormi difficoltà dal punto di vista della parità di condizioni nel mondo del lavoro, sia dal punto di vista retributivo che di accettazione, mi chiedo: per chi è la festa del I°maggio? Forse per tutti quei dipendenti che non vogliono allontanarsi dal loro posto di lavoro nonostante siano in età pensionabile, perché lavorare è certamente più conveniente? Oppure è forse per tutte quelle<br />
aziende che, nonostante trattino chi lavora con o per loro come dipendenti, inquadrandoli però come liberi professionisti a partita iva, riesce ad evitare di assumersi responsabilità nei loro confronti? Oppure, ancora, è per tutti quei manager e dirigenti che hanno retribuzioni raccapriccianti in rapporto alle loro reali responsabilità e che vivono con l’obiettivo di non insegnare in “mestiere” a nessun giovane, così non corrono il rischio che possa diventare più bravo di loro, riuscendo ad ottenerne il posto? Un tempo i genitori facevano studiare i propri figli con la speranza di dar loro una vita migliore.<br />
Oggi se un giovane studia si dice che non abbia voglia di lavorare, e se poi, una volta laureato sogna di potersi occupare nel suo campo, si dice che i giovani non si accontentano di nulla e che sono tutti bamboccioni. Pare che nessuno in Italia ricordi quanto sia stato difficile riuscire a fare lo Statuto dei Lavoratori al fine di tutelare davvero i più deboli; qui tutto passa e tutto sembra essere diventato ovvio. Ovvio che il lavoratore abbia i suoi diritti, e quando poi vengono meno tutti tendono a sminuirne il valore. Ovvio che un giovane sia precario, oppure che debba andare all’estero per fare qualcosa. Ovvio che una donna trovi difficoltà nell’essere assunta perché un giorno potrebbe giocare quel terribile scherzo all’azienda di diventare madre.<br />
Ovvio che la sicurezza nei luoghi di lavoro sia vista solo come una rottura di scatole e non come la tutela di una vita umana. Tutto ciò è molto triste e mi chiedo cosa ci sia davvero da festeggiare in questo I° maggio, e soprattutto dunque: per chi è la festa dei lavoratori?</p>
<p>Claudia Bastianelli<br />
Resp. Pari Opportunità FGS </p>
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		<title>IL 25 APRILE E’ LA FESTA DI TUTTI GLI ITALIANI</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 13:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 25 aprile è una data fondamentale per il nostro paese e per tutti gli italiani e merita di essere celebrata per sempre.
Inevitabilmente, il pensiero va anche ai tanti socialisti che parteciparono attivamente alla Resistenza per combattere politicamente e militarmente il nazismo ed il fascismo in Italia e difendere la libertà e la democrazia.
Per comprendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 25 aprile è una data fondamentale per il nostro paese e per tutti gli italiani e merita di essere celebrata per sempre.<br />
Inevitabilmente, il pensiero va anche ai tanti socialisti che parteciparono attivamente alla Resistenza per combattere politicamente e militarmente il nazismo ed il fascismo in Italia e difendere la libertà e la democrazia.<br />
Per comprendere il ruolo fondamentale svolto dai socialisti italiani nella Resistenza basta ricordare la straordinaria esperienza di Pertini, Saragat, Vassalli e Nenni, che, fu anche uno dei principali esponenti delle Brigate Baribaldi.<br />
              Il loro rigore morale ed intellettuale resterà per sempre di esempio per tutti gli italiani. </p>
<p>              Cesare Carini<br />
              (segretario regionale FGS Umbria)</p>
<p>1</p>
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		<title>LA RISPOSTA DELL’UNIVERSITA’ DI PERUGIA ALLA CRISI? LA MORA DI PAGAMENTO!!</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 06:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’artico 48 del Manifesto degli Studi dell’Università di Perugia disciplina l’indennità di mora da applicare nel caso in cui uno studente effettui con ritardo, rispetto alla data di scadenza prevista e comunque in riferimento ad
ogni rata, il pagamento delle tasse universitarie. Fin qui nulla di strano. Lo smarrimento accresce parola dopo parola leggendo l’intero testo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’artico 48 del Manifesto degli Studi dell’Università di Perugia disciplina l’indennità di mora da applicare nel caso in cui uno studente effettui con ritardo, rispetto alla data di scadenza prevista e comunque in riferimento ad<br />
ogni rata, il pagamento delle tasse universitarie. Fin qui nulla di strano. Lo smarrimento accresce parola dopo parola leggendo l’intero testo dell’articolo.<br />
Si specifica che non solo il pagamento, ma anche l’omessa presentazione di documenti necessari causa la mora. Come si calcola questa mora? A scaglioni. Gli importi dovuti saranno così suddivisi: in caso di ritardo nel pagamento da 1 a 10 giorni la mora corrisponderà a 50 EURO; se compreso tra l’11°ed il 40° giorno successivo alla scadenza la mora sarà di 100 EURO; oltre il 40° giorno lo studente dovrà pagare 150 EURO in più.<br />
Il comma 2 del medesimo art., prevede addirittura che “nel computo dei giorni di ritardo sono da calcolare anche i giorni festivi.”<br />
Se gli interessi legali applicati legislativamente sono del 2.5% annuo, può essere giusto che uno studente o comunque la sua famiglia paghino almeno €50.00 per un solo giorno di ritardo su una rata per esempio di 800€?<br />
In un periodo di crisi in cui si fatica ad ottemperare alle obbligazioni quotidiane (mutuo, affitto, assicurazione auto, spese per lo studio) come si aiuta chi è in difficoltà?<br />
L’università pubblica dovrebbe permettere pari condizioni a tutti i studenti, ma qui sembra che chi non ha un ISEE sostanzioso, o non sia abbastanza povero, non trovi uguaglianza di trattamento.</p>
<p>Claudia Bastianelli<br />
Resp. Pari Opportunità FGS</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Festa!!</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 15:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi,
la presente per comunicarVi che giovedì 8 aprile p.v., dalle ore 18.00, ci vediamo a Bastia &#8211; Umbria Fiere &#8211; per festeggiare insieme il successo elettorale della lista Socialisti e Riformisti per l&#8217;Umbria.
Saranno presenti gli eletti Silvano Rometti e Massimo Buconi
Non mancate.
La Segreteria FGS   
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi,</p>
<p>la presente per comunicarVi che giovedì 8 aprile p.v., dalle ore 18.00, ci vediamo a Bastia &#8211; Umbria Fiere &#8211; per festeggiare insieme il successo elettorale della lista Socialisti e Riformisti per l&#8217;Umbria.</p>
<p>Saranno presenti gli eletti Silvano Rometti e Massimo Buconi</p>
<p>Non mancate.</p>
<p>La Segreteria FGS   </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>RU486: QUANDO LA POLITICA NON CONOSCE RISPETTO</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 11:13:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La discussione intorno alla pillola abortiva RU486 già da mesi imperversa tra i politici italiani. Più volte ho avuto modo di sottolineare come nel nostro Paese sussistano ancora gravi lacune culturali difficilissime da sradicare,
ma in questo caso a queste ultime si associano non solo un attore ovvio, come la Chiesa, ma anche uomini politici, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La discussione intorno alla pillola abortiva RU486 già da mesi imperversa tra i politici italiani. Più volte ho avuto modo di sottolineare come nel nostro Paese sussistano ancora gravi lacune culturali difficilissime da sradicare,<br />
ma in questo caso a queste ultime si associano non solo un attore ovvio, come la Chiesa, ma anche uomini politici, che sulla scia dell’entusiasmo elettorale, si sentono in diritto di impedire alle donne di scegliere. La<br />
strumentalizzazione che i neo eletti Presidenti di Regione, Cota e Zaia, stanno facendo intorno alla pillola abortiva va sicuramente oltre la politica e mi permetto di ricordare a questi signori che alle Regioni spetta il compito di decidere i tempi e le modalità di applicazione della RU486, in quanto la possibilità di utilizzazione è già disciplinata dalla Legge. Cota e Zaia dovrebbero essere consapevoli che il ruolo che hanno come Presidenti di Piemonte e Veneto non li autorizza in alcun modo ad interferire su quel diritto inalienabile di ciascuna<br />
donna di compiere una scelta che, in ogni caso, è sicuramente sempre molto dolorosa e devastante. Invio comunque il mio in bocca al lupo ai due neo eletti Presidenti, con l’auspicio che nella legislatura che sta per aprirsi inizino a mettere le persone prima della strumentalizzazione politica, rispettando la loro dignità ed i loro diritti.</p>
<p>Claudia Bastianelli<br />
Pari Opportunità FGS</p>
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